‘E Riavulille

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«‘E Riavulille, i diavoli, nella smorfia napoletana sono il 77, l’anno di questo racconto tra immaginazione e documenti integrati da ricordi. Alle persone reali, però, ho sostituito dei personaggi immaginari, sei giovani che vivono le loro storie sullo sfondo delle vicende vere di una città di provincia, tra gli operai della Fabbrica – i veri volantini ciclostilati di allora sono citati come in un saggio storico: è la realtà che irrompe nell’immaginazione? – e i compagni della Radio – per queste storie faccio appello ai miei ricordi personali: è l’immaginazione che contiene la realtà?  Non mancano sullo sfondo, come un eco che non passa inosservato, alcuni eventi nazionali di quell’anno così denso. Le persone reali, però, non sono del tutto assenti, compaiono qua e là attraverso gli occhi dei personaggi, che le evocano o le chiamano quasi a testimonianza Può quindi accadere che le loro vicende s’intreccino, subendone un reciproco effetto, diventando i personaggi un po’ meno inventati e le persone reali anche un po’ immaginate. Mi perdonino entrambe, per queste distorsioni dello sguardo che ho voluto introdurre convinto che mi aiutassero a focalizzare meglio queste storie che sono nostre.»

Recensione su Le monde diplomatique, giugno 2018

L’introduzione e un estratto su La macchina sognante, marzo 2018